VOTO FILIPPO, VOTA FILIPPO !

5 anni fa Milano…

chiudeva spazi

puntava su Dolce e Gabbana

era moribonda

sperperava denaro

era asociale

non accoglieva

non difendeva i diritti dei suoi cittadini

guardava indietro

non era #aPlaceToBe

Oggi…

riapre gli spazi pubblici

punta sui cittadini

fa i bandi per i giovani, per la cultura, per le imprese

ha i conti a posto

è socialità

accoglie

informa

guarda avanti

è diventata #aPlaceToBe

La mia esperienza di cittadino e di artista circa l’operato di questa giunta è nettamente positiva e adesso che si torna a votare ho fatto la mia scelta.

Cinque anni fa mi convinsero il progetto della coalizione e la figura di Giuliano Pisapia, che ringrazio per essere stato un sindaco garante dei diritti e della legalità e per aver lavorato con una cura ed una continuità a cui eravamo disabituati. Oggi Beppe Sala non entusiasma, questo è evidente, ma il progetto del centro sinistra continua ad essere valido e va continuato, in 5 anni non si possono far miracoli ma con altri 5 i risultati che già si vedono potrebbero diventare assolutamente importanti.

Alle elezioni comunali in modo particolare è importante votare le persone e tra i candidati della lista SinistraXMilano la mia scelta va senza dubbio a Filippo Del Corno, assessore alla Cultura negli ultimi 3 anni della giunta Pisapia, che è stato il primo, dopo tanti predecessori “insipidi”, a rivitalizzare la vita culturale della città.

Con semplicità, determinazione e trasparenza Filippo si è messo in ascolto della città, degli operatori e ha cominciato a lavorare. Ciò che ha fatto è riassunto nel suo bilancio di mandato, ma al di là dei numeri confortanti, è una persona che ama la sua città, ha competenze, voglia, entusiasmo, ed è un artista.

Non sono molto indulgente verso i politici in genere, quindi a maggior ragione mi sembra giusto sostenerne uno che ha dimostrato di essere bravo, bravo davvero. Non ho intenzione di lasciare Milano alle destre in grado solo di riportarla indietro ad essere un posto asociale, vecchio e provinciale, ho un ricordo pessimo di 20 anni di Formentini-Albertini-Moratti.

Il mio invito è dunque a votare FILIPPO DEL CORNO, non fosse altro perché la sua campagna elettorale in pillole #DelCornoLoSa è troppo divertente!

CopertinaScriviDelCorno

LE NINA’S AL PADIGLIONE TEATRI

Le @ninasdragqueens per il @padteatri ! MILANO, stasera e domani

Tutte le news delle Nina's - official

Oggi si apre il PADIGLIONE TEATRI e le Nina’s vi aspettano OGGI e DOMANI al TEATRO FRANCO PARENTI – Via Pier Lombardo 14 – MILANO con due appuntamenti imperdibili!

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LUNEDI’ 13 LUGLIO
dalle ore 21:30 OPENING PARTY PADIGLIONE TEATRI  
a cura di IT – Independent Theatre con il DJSET SPACCATACCHI delle NINA’S
Ingresso gratuito
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MARTEDI’ 14 LUGLIO
ore 21:30 IL GIARDINO DELLE CILIEGIE
regia di Francesco Micheli
con Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò
Ingresso Euro 10

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Aparte cerca responsabile della segreteria organizzativa

Aparte Blog&News

Chi siamo
APARTE nasce nel 2008 a Rho (MI). E’ una cooperativa che si occupa di produzione, promozione e distribuzione di spettacoli teatrali; presta servizi nell’ambito della formazione artistica e della comunicazione; organizza rassegne e festival teatrali. Gestisce l’amministrazione e l’organizzazione delle Nina’s Drag Queens e collabora con altri artisti.
Maggiori informazioni: http://www.aparte.it/?page_id=17

Figura ricercata
Organizzatore con specifiche competenze nell’ambito della distribuzione e della ricerca fondi

Compiti principali
Distribuzione
Fund Raising e stesura di bandi per il settore cultura (nazionali e internazionali)
Segreteria
Social

Requisiti necessari richiesti
Esperienze lavorative presso imprese dello spettacolo dal vivo (compagnie, teatri o festival)
Ottime capacità relazionali
Grande dimestichezza con la lingua scritta
Ottima conoscenza della lingua inglese
Dimestichezza con l’utilizzo dei social network e con le strategie di comunicazione

Requisiti preferenziali
Conoscenza dei principali strumenti di lavoro informatici (editor di testo, fogli di calcolo, programmi basici di grafica)

Periodo di impegno
Da settembre 2015

Condizioni

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CANDIDE !

Ci siamo! Domani al nuovo Teatro dell’Opera di Firenze debutta il “Candide” , operetta comica a cavallo tra l’opera e il musical, musicata da Leonard Bernstein e tratta dall’omonimo romanzo di Voltaire. Cacambo, nell’originale, è un mezzo sangue sudamericano che incarna il mito del “buon selvaggio” e che aiuta Candide a districarsi tra le rocambolesche avventure che gli accadono. Per la regia geniale di Francesco Micheli tutta la vicenda si svolge in una “Human Factory” e Cacambo è una sweet transvestite, ultimo ritrovato tra i prodotti “umani”, si adatta facilmente alle circostanze della vita, scaltra, istintiva e sì…un po’ selvaggia! Un cast di cantanti meravigliosi, attori, coristi, ballerini, figuranti, costumi pazzeschi di Daniela Cernigliaro, scenografie stupende di Federica Parolini, l’orchestra diretta da John Axelrod e una magnifica Lella Costa nei panni di Voltaire. Insomma…se passate da Firenze non perdetelo! In scena per il Maggio Musicale il 23, il 29, il 31 maggio e il 3 giugno.

"Candide" - Cacambo, foto del Maggio Fiorentino

“Candide” – Cacambo, foto del Maggio Fiorentino

 

 

 

 

Oggi inizia OPEN IT

Oggi, all’Ex-Fornace in alzaia Naviglio Pavese, 16 alle 18:00 inizia il programma pubblico di OPEN IT.

Cos’è OPEN IT innanzitutto. E’ un progetto dell’Associazione IT – Independent Theatre, che, nata dal censimento delle compagnie teatrali indipendenti milanesi nel 2013, ha già dato vita a due edizioni dell’ITFestival alla Fabbrica del Vapore, dove si svolgerà anche l’edizione 2015 dal 13 al 17 maggio.

L’Associazione si struttura in tavoli che svolgono la funzione di raggiungere obiettivi condivisi dalla comunità degli artisti, il Tavolo Residenze, che coordino, in particolare si sta occupando delle politiche sugli spazi, ed Open It è la prima azione concreta che mette in campo per sostenere la produzione.

OPEN IT permette alle circa sessanta compagnie che quest’anno parteciperanno alla sezione “Studi” di ITFestival, di provare per un monte ore significativo i propri progetti all’interno dei CAM e dei CAG delle nove Zone di Milano e di aprire le porte delle proprie creazioni durante le giornate pubbliche di OPEN IT.

Circa ogni sabato e domenica da oggi fino al 26 aprile, le compagnie, il team di critica di OPEN IT, artisti e mentor (figure professionali che le compagnie possono raggiungere in supporto alla loro creazione grazie sempre all’Associazione IT), accoglieranno il pubblico e lo condurranno tra estratti di work in progress delle creazioni in un percorso di educazione ai linguaggi teatrali e formazione del nuovo pubblico.

Un’operazione inedita per Milano sotto molti punti di vista. Per la prima volta i nove consigli di Zona sono uniti in un programma  culturale di significativa durata, per la prima volta il focus degli incontri è l’incontro col pubblico prima ancora del momento performativo, OPEN IT è di fatto un laboratorio, una sperimentazione che vuole scoprire un altro modo di fruizione della materia teatrale, utile in maniera differente a varie componenti dell’ecosistema teatrale. Artisti, pubblico, critici, curiosi, posti non in maniera frontale gli uni verso gli altri ma tutti attorno alla materia che li accomuna.

OPEN IT torna a far parlare anche di politica del decentramento, di occasioni di socialità nelle periferie milanesi. Favorire l’instaurazione di legami tra le compagnie e le zone di riferimento andando a riportare lo strumento teatrale come possibilità di ingaggio sociale non è inedito ma fa parte di un tema perso di vista negli anni ’90 e 2000 e che oggi torna a riscuotere il giusto interesse da parte del Comune di Milano, che è partner del progetto non solo con i nove Consigli di Zona, ma anche con il settore Cultura e con le Politiche Giovanili, come ha dimostrato la presenza in conferenza stampa di venerdì scorso dell’Assessore Filippo del Corno e di Alessandro Capelli che detiene la delega del Singolo sulle Politiche Giovanili. L’Assessore ha dichiarato che  “OPEN IT rappresenta chiaramente la capacità di innovazione del mondo della produzione teatrale indipendente milanese e l’investimento da parte del Comune per favorire la costruzione di una nuova generazione di pubblico teatrale partendo proprio dal territorio “.

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APARTE – ali per l’arte – cerca organizzatore teatrale

Aparte Soc. Coop. cerca personale per la segreteria organizzativa

Aparte Blog&News

APARTE nasce nel 2008 a Rho (MI). E’ una cooperativa che si occupa di produzione, promozione e distribuzione di spettacoli teatrali; presta servizi nell’ambito della formazione artistica e della comunicazione; organizza rassegne e festival teatrali. Gestisce l’amministrazione e l’organizzazione delle Nina’s Drag Queens e collabora con altri artisti.

Maggiori informazioni: http://www.aparte.it/?page_id=17

Figura ricercata:
Responsabile della segreteria organizzativa

  • Compiti principali
  • Fund Raising e stesura di bandi per il settore cultura (nazionali e internazionali)
  • Segreteria
  • Distribuzione
  • Comunicazione e Social

Requisiti necessari richiesti

  • Non avere compiuto i 35 anni a inizio 2015
  • Ottime capacità relazionali
  • Grande dimestichezza con la lingua scritta
  • Ottima conoscenza della lingua inglese
  • Conoscenza dei principali strumenti di lavoro informatici (editor di testo, fogli di calcolo, programmi basici di grafica)
  • Dimestichezza con l’utilizzo dei social network e con le strategie di comunicazione

Requisiti preferenziali

  • Esperienze lavorative o stages presso imprese dello spettacolo dal vivo (compagnie, teatri o festival)
  • Abilità gestionali…

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Agli italiani piacciono gli squali

Europee 2014. Il dato del PD oltre il 40% ci racconta che gli italiani continuano ad essere bisognosi del “leader carismatico”. Agli italiani piace così: showman, magnanimo e, diciamolo, un po’ squalo.

Il profilo del leader che ce la fa in Italia è sempre questo: un abile comunicatore (Venghino siori venghino a veder le maraviglie del futuro!) , sempre presente (somministrazione via etere 2 volte al dì ore pasti), prestigiatore  (ti metto la tassa, ti tolgo la tassa, dove sono gli 80 euro?) e spregiudicato.

Doti che Renzi ha e che aveva anche Berlusconi.

Principalmente deve però essere uno squalo, uno capace in poche mosse di far fuori l’avversario, anche se dello stesso partito come in questo caso fu il mediocre Enrico Letta. Insomma, per essere votato, il leader deve avere uno scalpo in mano, l’italiano vuole la garanzia di poter votare uno con pochi scrupoli, chissà, sarà un’ancestrale paura dell’invasore che ci portiamo nel DNA a farci desiderare uno un po’ feroce a capo del sistema.

Ed eccolo qua: anticipato dal lavoro delle ruspe della stampa e delle televisioni italiane, trionfare il ragazzo della Ruota della Fortuna Matteo Renzi, quello che in classe era mediamente simpaticone ma dal quale era meglio guardarsi le spalle perché poteva fare la spiata e che qualche volta entrava anche se c’era manifestazione, soprattutto quando il motivo della manifestazione era troppo da comunisti, perché magari a Mediaset se ne sarebbero accorti il giorno in cui avesse fatto il provino per condurre Controcampo.

Difficile stare sereni, eppure, non lo nego, l’inquietudine attuale è meno sgradevole del terrore vero dell’epoca in cui queste cifre le raggiungeva Berlusconi, per onor di cronaca mai da solo ma sempre in coalizione.

Un 40% un partito da solo non lo beccava dai tempi della DC.

Eccola, la DC, difficile notare la differenza tra la balena bianca e l’attuale PD, scrutando la storia politica ed i curriculum dei suoi uomini e delle sue donne. Non stupisce molto che quel “si stava meglio quando si stava peggio” che cominciava a sentirsi in giro si sia tradotto in questa clamorosa riesumazione della Prima Repubblica. Qualcuno, ho letto, la chiama Terza Repubblica, ma a me sembra proprio la Prima.

Beh, se questo assetto significasse la vera fine del ventennio berlusconiano e ci restituisse la situazione pregressa per poter scegliere questa volta un percorso diverso, tutto sommato sarebbe un’occasione. E lo può essere davvero, ma ci sono molti nodi da sciogliere.

Intanto questo PD è al governo con FI  e deve ancora raccontarci esattamente dove vuole andare in queste condizioni, quattro anni non son pochi da passare. Da un lato sono convinto che il PD tenterà la strada rapida verso le elezioni, prima che gli italiani cambino idea… D’altro canto il sospetto che in questo governo il PD stia comodo è altrettanto reale.

Il PD è quel partito che nel ventennio berlusconiano ha bruciato tutte le occasioni per interromperlo, è stato fondato da persone che hanno traghettato l’elettorato del PCI verso destra, è il partito che ha voluto salvare Berlusconi più volte e che ha fatto smarrire parte di quell’elettorato, fino all’attuale scelta di governo. Il PD ha vinto oggi perché ad un certo punto, stanco d’esser preso a schiaffi da tutti ha scelto di voler stare al potere a qualunque costo e la scelta è stata premiata. Dobbiamo prendere atto che all’italiano rassicura avere la larga intesa, così mangiano tutti e nessuno si fa male. Tutti, tranne un terzo del paese. Quel terzo che oggi è tragicamente diviso tra i 5 stelle e i “radicali” di sinistra e di destra.

Molti oggi scrivono degli errori di Grillo, possiamo convenire. Grillo paga il non aver dato fiducia alla gente del suo movimento, il non essersi fatto da parte, le sue mille contraddizioni, l’essere sostanzialmente solo un grande comico. Resta squalo a modo suo, ma a differenza di Renzi non ha nessuno scalpo in mano e non ha fatto regali a nessuno. Gli resta il merito d’aver messo insieme egregiamente lo scontento italiano, in attesa di un programma, quello resta l’elettorato più interessante per tutti.

L’altra Europa con Tsipras ha fatto il suo piccolo miracolo: senza mezzi e oscurata dai media è riuscita a tenere insieme quel 4 % di irriducibili, convinti, elettori della Resistenza, tra i quali mi colloco anch’io. Abbiamo sempre votato quell’area, anche se spesso i nostri esponenti di punta hanno fatto di tutto per farci perdere l’orientamento, ma mai la speranza.

Una Federazione della Sinistra è necessaria alla nostra democrazia, deve  esistere e custodire i valori fondamentali che fecero nascere a metà dell’800 il pensiero moderno della sinistra, e che fecero compiere agli uomini e alle donne i passi evolutivi più importanti  per quanto riguarda i diritti umani, emancipazione dei lavoratori, delle lavoratrici, liberazione parziale dagli imperialismi e dal nazi fascismo. No, non chiamiamoci più comunisti, non ci serve, lasciamo pure che sia il tempo a smarcare quella parola dalle nefandezze dei regimi stalinisti. Andiamo avanti e riprendiamo a lottare per i diritti delle persone, perché 20 anni di smarrimento e di inutili sperequazioni ideologiche c’hanno praticamente quasi dispersi.

Ripartire da Alexis Tsipras? In Europa sì, in Italia però dobbiamo costruire la nostra nuova identità, dare spazio agli uomini e alle donne che hanno continuato nonostante l’assenza di un partito di riferimento a resistere difendendo il territorio, i posti di lavoro, i diritti. A questi uomini e donne il compito di salvaguardare i valori, non le ideologie. Con l’augurio che tutto ciò ci permetta di superare piccole divisioni ed errori fatti in questo ventennio: dalle scelte strategiche sbagliate che hanno lasciato il PD libero di navigare verso destra alle derive giustizialiste interne, alla scelta di obiettivi sbagliati, all’allontanamento dai lavoratori, all’autoreferenzialità. Con umiltà e tanto lavoro si può risalire ed essere utili al paese.

Continuo a pensare al PD come la reincarnazione della DC e nella DC c’era anche la corrente di sinistra… Forse il PD attuale è la forma di DC con la corrente di sinistra più forte di tutti i tempi. Il PD ha una politica economica di destra: è liberista, vuole privatizzare, vendere il patrimonio dello Stato, ha forte sostegno dagli imprenditori, è più influenzabile da Standard & Poor’s che dai sindacati, tutto questo è evidente, ma il PD ha anche al suo interno persone alle quali si possono ancora concedere credenziali laiche e di rispetto dei diritti delle persone, auguriamoci che sia almeno questa un’occasione. Una Federazione di Sinistra che non si comporti come Grillo ha il dovere di crescere e di cercare il dialogo, essendo per ora opposizione e per giunta extraparlamentare qui da noi. Lontano dal Parlamento e dai riflettori si può lavorare bene e prepararsi da subito alla prossima fondamentale occasione, facciamolo.

Ciò che non si deve sottovalutare è che le destre si riorganizzeranno presto e che il pericolo più grosso è che sia il PD a guardare ancora da quella parte, dobbiamo crescere a sinistra e non essere snob rispetto alle persone ed ai motivi che hanno portato molta gente a credere nei 5 stelle. Ci sono cose ottime del Movimento che sarebbe stupido non riconoscere, il valore fondamentale che ci unisce a quelle persone e a quell’elettorato è un urgente e disperato bisogno di onestà e di legalità. Non è poco e soprattutto è il fianco debole del PD che soffre i suoi Greganti e i suoi Genovese. Nella Federazione della Sinistra che deve nascere è giusto tenere al primo posto questi valori diventati prerogativa pentastellata, per tutto il resto abbiamo idee valide, moderne che si sono lette nei programmi dell’avanguardia della sinistra europea, idee che non prevedono la Rivoluzione ma l’Evoluzione, mi sembra, ad oggi, una conquista.

Infine un po’ di nostalgia per questo semplice sistema proporzionale m’è venuta. Lo sbarramento è troppo alto, sarebbe più logico un 2%, ma perché non lo si considera più un buon sistema? Vogliamo dare un premio alla maggioranza? Potrebbe essere corrispondente ai voti delle liste che non raggiungono il 2%. Stop, fine dei meccanismi cervellotici. Le alleanze i partiti le facciano sui contenuti, non sulle circoscrizioni, non su norme occulte. Proporzionale e preferenze, per votare persone e non apparati. Tanto se di larga intesa dobbiamo morire, questo avverrà comunque.

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